
Dopo l’addio del presidente della Commissione Ambiente Giovanni Zannini, che ieri ha scelto di passare a Forza Italia, anche l’assessore regionale all’Agricoltura Nicola Caputo lascia il centrosinistra. Caputo ha spiegato di non voler partecipare a tavoli dove l’improvvisazione e il moralismo valgono più della competenza e della serietà. Sei anni di lavoro sull’agricoltura, sottolinea, non si possono ridurre a pochi incontri di convenevoli. Le voci lo danno ora vicino a Forza Italia, con una probabile candidatura a Napoli, visto che nella lista casertana non ci sarebbe spazio a causa del bagaglio di consensi ormai consolidato di Zannini. Fico, ormai con il cartellino rosso in mano, dimostra di poter cacciare chiunque dalla coalizione, forte dei sondaggi che lo danno super vincente.
Questo il post di Caputo che annuncia l’addio al campo largo:
“Roberto Fico e il suo entourage annunciano che al tavolo programmatico non vogliono esponenti della Giunta uscente. Stia sereno il Presunto Presidente in Pectore : non mi sarebbe mai passato per la testa di sedermi a un tavolo dove l’improvvisazione, mascherata da moralismo, e la ricerca del potere a ogni costo valgono più della competenza e della serietà. Con l’“uno vale uno” già immagino la rivoluzione: un metalmeccanico a occuparsi di sviluppo rurale, un filosofo medievale a guidare lavoro e sviluppo economico, un operatore turistico a ridisegnare la scuola e un influencer social a gestire bilancio e trasporti. La competenza? Un dettaglio superfluo. Per questo non ritengo utile impiegare tempo ed energie nel tentativo di illustrare, in uno o due incontri tra convenevoli e incomunicabilità, quanto realizzato in questi anni dall’amministrazione De Luca. Sei anni di lavoro sull’agricoltura mi hanno insegnato che la complessità e la profondità di un settore strategico non si spiegano in un briefing, né si colgono senza la volontà e la capacità di ascoltare. Il 17 e 18 settembre, al Palazzo Reale, abbiamo dedicato 24 ore ininterrotte all’agricoltura: un evento partecipato, intenso, che ha presentato un nuovo modello fondato su innovazione, sostenibilità e filiere. Eppure, anche quel tempo non è bastato per restituire la portata delle trasformazioni avviate. Io al teatrino dell’improvvisazione non sono mai appartenuto. Non appartengo oggi e non apparterrò mai, neppure turandomi il naso come tanti che stanno svendendo la propria storia in cambio di un posto al sole. Mi auguro, con sincerità, che chi verrà dopo di noi sappia custodire con cura ciò che abbiamo costruito. Per facilitarne la comprensione, regalerò al candidato una copia del volume Campania Mater: in quelle pagine ci sono i dati, le idee, la passione. C’è la Campania che abbiamo immaginato e, passo dopo passo, realizzato. Proseguo il mio cammino con la stessa coerenza, passione e impegno che hanno sempre guidato ogni mia scelta. Non ho mai ceduto all’opportunismo né alle mode del momento, e non inizierò ora. Credo nella responsabilità, nella competenza, nella dedizione quotidiana al bene comune. Agli improvvisatori seriali, a chi si affaccia alla guida della cosa pubblica senza visione né radicamento, lascio un auspicio: che non facciano troppi danni alla Campania. La nostra terra merita rispetto, non improvvisazione e slogan. Merita una politica che conosca i territori, le persone, le fragilità e le potenzialità di ogni angolo della regione“.


