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Codice Rosso: una legge ferma mentre le donne continuano a morire

3 mesi fa
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Settanta donne uccise dall’inizio dell’anno. I mass media ne parlano per quindici giorni: servizi, interviste, speciali in prima serata. Poi arriva lo sdegno delle istituzioni, qualche dichiarazione ufficiale, una fiaccolata per ricordare, striscioni, slogan ” vogliamo giustizia”. Seguono i funerali e, lentamente, cala il silenzio. Fino al prossimo femminicidio. Cosi non va. Il Codice Rosso, introdotto nel 2019 tra applausi e proclami politici, doveva essere la risposta definitiva alla violenza di genere. Doveva tentare di garantire alle vittime una corsia preferenziale, tempi rapidi, protezione immediata. E invece, a cinque anni di distanza, è diventato l’ennesimo simbolo di una giustizia che arriva tardi o non arriva affatto. Ogni volta che una donna viene uccisa dopo aver denunciato, si torna a parlare di Codice Rosso. Ma il problema non è la mancanza di norme: è il vuoto tra la legge scritta e la realtà. Mancano risorse, mancano persone formate, manca la volontà politica di far funzionare davvero un sistema che, sulla carta, dovrebbe salvare vite. La legge prevede che la vittima venga ascoltata entro tre giorni dalla denuncia. In molte procure, però, quei tre giorni diventano settimane. Le misure cautelari arrivano tardi, i maltrattanti restano liberi e, troppo spesso, è la vittima a dover fuggire, non l’aggressore a essere fermato. È un paradosso crudele: una legge che promette urgenza ma funziona con la lentezza di sempre. Il vuoto legislativo e organizzativo si allarga ogni giorno. Non esistono protocolli uniformi, non c’è un monitoraggio reale dei recidivi, e la collaborazione tra magistratura, forze dell’ordine e centri antiviolenza è lasciata alla buona volontà dei singoli. Il Codice Rosso va rivisto, anche alla luce del nuovo disegno di legge per l’introduzione del delitto di femminicidio, approvato dal Consiglio dei Ministri il 7 marzo 2025. Servono fondi veri, formazione obbligatoria per chi accoglie le denunce, protocolli chiari e sanzioni per chi non rispetta i tempi e galera certa per chi commette i crimini. Perché ogni volta che la burocrazia rallenta, qualche donna paga con la vita. Finché la politica si limiterà a reagire solo davanti alle tragedie, il Codice Rosso resterà una legge bella nei titoli, ma fragile nella realtà.

mtk

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