La Giornata Internazionale della donna, istituita dall’ONU nel 1977 dopo un secolo di lotte delle donne per affermare i loro diritti, di solito vede celebrare donne di successo, scrittrici, artiste, scienziate, campionesse, lady chef etc…quest’anno vorrei proporre un’altra riflessione e raccontare le donne che, nell’anonimato, hanno compiuto percorsi difficilissimi per far valere i loro diritti.
Ho così intervistato donne, oggi nonne, che hanno faticato a sbarcare il lunario, a crescere i figli ponendo, al tempo stesso, le basi per il riscatto della loro indipendenza.
Tante le storie, donne sottomesse ai padri o ai mariti che piano piano hanno saputo conquistare i loro spazi e la loro indipendenza. La prima è Carmela che ha cresciuto sette tra figli e figlie portandoli alla laurea e poi al successo e guadagnando giorno dopo giorno potere decisionale in famiglia. Poi c’è Mena che, contro il volere del padre, ha studiato di nascosto mentre lavorava e oggi è un’insegnante in pensione.
Ma la storia che mi ha colpito di più è quella di Anna, conosciuta come nonna Anna. Lei racconta la sua vita compressa dal patriarcato con un marito padre-padrone che non le lasciava il minimo spazio. Eppure Anna ha tenuto duro per le sue figlie, ha lavorato senza poter disporre del suo stipendio, ma è andata avanti anche a scapito della sua incolumità. Poi è passata al ruolo di collaboratrice scolastica continuando ad educare le figlie all’indipendenza. Rimasta vedova ancora giovane, ha portato le sue figlie alla laurea ed ora sono due docenti. Ma il bello di questa storia sta nella continuità delle generazioni perché, poi, lei ha aiutato le figlie con una costante presenza nella vita delle nipoti. Insomma, in questa famiglia, da una storia di patriarcato e di violenza, è emersa una realtà tutta al femminile di donne “toste”, determinate e volitive. Tra le sue nipoti, ho intervistato Sharon, ispettrice della Polizia di Stato, che ha sempre trovato nella nonna il suo riferimento, la sua guida.
Ma la testimonianza più vera e più bella è come si raccontano nel video…una nonna e una nipote, nella semplicità della normalità e nella complessità delle scelte difficili fatte da Anna.
Sharon è una giovane donna che ha la consapevolezza di quanto le donne, la sua nonna come tante altre, abbiano dovuto lottare per conquistare, con le unghie e con i denti, un’indipendenza e, soprattutto, la libertà di essere se stesse.
Oggi le giovani danno molte cose per scontate, ma dietro ogni loro scelta libera ci sono i sacrifici e le lotte di tante donne che, seppur silenziosamente e nell’anonimato, hanno posto in essere il fondamento del cambiamento ,a parer mio, nel modo più forte quello di donne che hanno saputo lottare senza avere lo scudo sociale e la forza della celebrità o del benessere economico.
Dagli anni del dopoguerra agli anni 80 la conquista dei diritti è stata una salita ripidissima…nel lavoro, nella società e nella famiglia. Specularmente quegli anni sono anche quelli delle maggiori conquiste e tutto è iniziato, in Italia,con il diritto al voto. Prima e importantissima affermazione, donne e cittadine con il diritto di scegliere! A noi può sembrare normale andare a votare, ma mia mamma raccontava che mia nonna era così emozionata per quell’appuntamento che indossò il suo cappellino più bello ,la collana di perle su un tailleur elegante e una piccola borsa di velluto e andò a votare. Al ritorno disse a mia madre e a zia Giusy ” Molte cose cambieranno e voi vivrete un’epoca molto diversa dalla mia e ne sono felice”. Ci sono voluti ,da allora, più di 30 anni per cambiare molte leggi, per consentire alle donne di entrare in magistratura, di acquisire parità con la riforma del diritto di famiglia, di poter divorziare, di avere la libertà di accettare o meno una gravidanza, di poter avere figli continuando a lavorare grazie alle tutele per le madri lavoratrici e poi… E poi, successivamente, l’entrata nelle Forze dell’ordine , nelle Forze Armate…fino ad avere accesso alle missioni spaziali…tanta strada è stata fatta e tanta ancora sarà percorsa a patto che siano sempre consapevoli del valore delle donne che, anche silenziosamente, hanno saputo riscattare la dignità e la libertà di poter essere se stesse.
E il pensiero immediatamente va alle donne dei Paesi in guerra, alle donne dell’Iran alle quali non è riconosciuto alcun diritto e nessuna dignità…spero che smettano presto le guerre e sono certa che le donne sapranno essere il motore della rinascita , la guida dei loro figli e le protagoniste di un mondo nuovo e pacificato.
Evviva le donne! Auguri a tutte le donne e alle nostre lettrici!



