Oggi: 02 Set, 2026

Le stagioni della Campania 2026-2027, cosa prevede il bando regionale

Un avviso regionale da 10 milioni di euro per costruire percorsi turistici integrati, valorizzare i territori e favorire partenariati tra Comuni non capoluogo.
Le Stagioni della Campania Oliviero Casale
Le Stagioni della Campania Oliviero Casale
3 mesi fa

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di Oliviero Casale, componente Gruppo Valle del Garigliano

Il programma “Le stagioni della Campania da giugno 2026 a maggio 2027” rappresenta una misura importante per la promozione turistica regionale. L’Avviso pubblico sostiene proposte progettuali finalizzate alla costruzione di percorsi turistici culturali, naturalistici ed enogastronomici.

Il provvedimento non punta a finanziare semplici eventi locali. L’obiettivo è più ampio. La Regione Campania intende favorire progetti capaci di collegare territori contigui, valorizzare le risorse locali e rafforzare la cooperazione tra soggetti pubblici e privati.

Il bando si inserisce nel quadro dell’Accordo per la Coesione della Regione Campania. Le risorse derivano dal Fondo di Rotazione ex lege 183/1987. Il programma è stato avviato in attuazione della Deliberazione della Giunta Regionale n. 191 del 20 maggio 2026.

Che cos’è “Le stagioni della Campania”

“Le stagioni della Campania da giugno 2026 a maggio 2027” è un programma regionale dedicato alla promozione turistica. Il suo scopo è selezionare proposte progettuali da realizzare sul territorio campano nel periodo compreso tra giugno 2026 e maggio 2027.

Le iniziative devono riguardare percorsi turistici di tipo culturale, naturalistico ed enogastronomico. Il bando parla espressamente di percorsi di portata internazionale. Questo significa che le proposte devono puntare a superare la dimensione locale.

Il progetto deve quindi essere pensato per attrarre visitatori, rafforzare l’immagine turistica della Campania e valorizzare i territori in modo coordinato.

Perché il bando è importante

La Regione Campania considera il turismo un obiettivo prioritario per lo sviluppo del territorio. Il turismo viene letto come fattore di crescita civile, culturale, sociale e morale delle comunità ospitanti, degli ospiti e dei visitatori.

Il bando si collega alla Legge regionale n. 18 dell’8 agosto 2014, dedicata all’organizzazione del sistema turistico in Campania. Questa legge promuove l’immagine turistica regionale in ambito nazionale e internazionale.

Un passaggio rilevante riguarda gli Ambiti Territoriali Turistici Omogenei. Si tratta di aree nelle quali, per storia turistica o per potenzialità, possono essere organizzate e ottimizzate le offerte dei servizi pubblici e privati per il turismo.

Il collegamento con il modello DMO

L’Avviso richiama anche il percorso regionale di riconoscimento delle Destination Management Organization, cioè le DMO. La Giunta Regionale ha approvato le Linee Guida per il riconoscimento delle DMO con deliberazione n. 769 del 27 dicembre 2024.

Il procedimento di riconoscimento è ancora in corso. Nelle more della sua conclusione, la Regione ha scelto di sostenere proposte capaci di favorire processi di aggregazione territoriale coerenti con il modello DMO.

Questo aspetto è decisivo. Il bando non finanzia direttamente le DMO già costituite. Finanzia invece Comuni non capoluogo che presentano progetti in partenariato, con l’obiettivo di costruire percorsi turistici integrati e forme di cooperazione territoriale.

Chi può partecipare

La partecipazione è riservata unicamente ai Comuni non capoluogo di provincia della Regione Campania. I Comuni capoluogo non possono partecipare alla procedura selettiva.

Le proposte devono essere presentate in forma di partenariato tra Comuni contigui. Questa condizione è prevista a pena di esclusione.

Ogni Comune non capoluogo può presentare o partecipare a una sola proposta progettuale per l’intero programma. Di conseguenza, la scelta del partenariato è un passaggio strategico. Un Comune non può aderire contemporaneamente a più candidature.

Il Protocollo di Intesa

Il partenariato deve essere formalizzato attraverso un Protocollo di Intesa. Il documento deve essere sottoscritto dai Comuni aderenti e deve individuare il Comune capofila.

Il Comune capofila sarà il beneficiario dell’eventuale finanziamento regionale. Avrà inoltre il compito di garantire l’attuazione di tutte le attività previste dalla proposta progettuale.

Questa impostazione rafforza la responsabilità amministrativa del partenariato. Non basta dichiarare una collaborazione. Occorre formalizzarla e attribuire chiaramente funzioni, ruoli e responsabilità.

Le risorse disponibili

La dotazione finanziaria complessiva dell’Avviso è pari a 10.000.000 di euro. Il finanziamento regionale richiesto per ciascuna proposta progettuale non può superare 200.000 euro.

Il contributo regionale è omnicomprensivo, quindi include anche il costo dell’IVA.

I Comuni partecipanti devono garantire una quota di cofinanziamento aggiuntiva pari ad almeno il 10% dell’importo richiesto. Se viene richiesto il contributo massimo di 200.000 euro, il cofinanziamento minimo deve essere almeno pari a 20.000 euro.

Il valore complessivo minimo del progetto, in questo caso, sarebbe quindi pari ad almeno 220.000 euro.

Come si presenta la domanda

La domanda deve essere presentata esclusivamente online. Occorre accedere al Catalogo dei servizi digitali della Regione Campania e utilizzare il servizio “Richiesta finanziamento da parte dei Comuni per i percorsi turistici 2026”.

La procedura sarà accessibile al rappresentante legale del Comune capofila o a un suo delegato. L’accesso avviene tramite SPID, Carta di Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi.

Il servizio digitale sarà attivo dalle ore 10.00 del 16 giugno 2026 alle ore 15.00 del 1° luglio 2026. La finestra temporale è quindi molto breve. I Comuni interessati devono organizzarsi rapidamente.

I documenti richiesti

Durante la compilazione online, il Comune capofila deve allegare diversi documenti obbligatori. La mancanza di questi documenti può comportare l’esclusione.

Occorre presentare la proposta progettuale, redatta secondo il modello previsto dall’Avviso. La proposta deve essere approvata dalla Giunta del Comune proponente o, nei casi previsti, da Decreto Sindacale o Commissariale.

È necessario allegare anche la Delibera di Giunta Comunale o il Decreto Sindacale o Commissariale. Il provvedimento deve contenere l’impegno del Comune proponente ad accollarsi eventuali spese corrispondenti a entrate extra-regionali venute meno.

Devono inoltre essere trasmessi il provvedimento di designazione del Responsabile Unico del Procedimento, il Protocollo di Intesa firmato digitalmente da tutti i Comuni aderenti e il provvedimento di approvazione dello schema di Protocollo.

Che cosa deve contenere il progetto

Il bando richiede percorsi turistici di tipo culturale, naturalistico ed enogastronomico. Non si tratta quindi di costruire un semplice calendario di spettacoli o manifestazioni.

La Regione chiede progetti capaci di mettere a sistema le peculiarità dei territori. I percorsi devono collegare luoghi d’arte, bellezze naturalistiche, paesaggi, tradizioni, produzioni tipiche ed enogastronomia.

Il progetto deve inoltre costruire relazioni tra territori contigui. Deve rafforzarne l’identità e ampliare lo scambio di conoscenze tra residenti e visitatori.

Le sei parole chiave del bando

L’Avviso indica sei gruppi di parole chiave. Essi rappresentano possibili linee di costruzione delle proposte progettuali.

Le parole chiave sono storia, arte e cultura; natura e paesaggio; spiritualità e tradizioni; enogastronomia; sport, salute e benessere; innovazione sociale.

Questi temi non devono essere utilizzati in modo generico. Devono diventare parte di un percorso coerente. Il progetto deve avere un senso complessivo e una narrazione riconoscibile.

La dimensione internazionale

Uno degli obiettivi del bando è superare la dimensione locale nella capacità di attrarre flussi turistici. La Regione punta anche all’ampliamento della domanda proveniente dall’estero.

Per questo motivo, le proposte dovrebbero prevedere strumenti di comunicazione efficaci, anche in più lingue. Il bando richiama espressamente le strategie di promozione multilingue tra gli elementi utili per la rilevanza internazionale.

La dimensione internazionale non riguarda solo la comunicazione. Riguarda anche la qualità dell’itinerario, la capacità di raccontare il territorio e la possibilità di rendere l’esperienza fruibile da pubblici diversi.

I limiti di spesa

L’Avviso stabilisce alcuni limiti di spesa. Le eventuali manifestazioni artistiche non possono superare il 40% dell’importo concesso a valere sui fondi regionali.

Le spese di comunicazione non possono superare il 15%. Le attività di assistenza tecnica o organizzativa al RUP non possono superare il 5%.

Anche il compenso del Direttore artistico non può superare il 5% dell’importo concesso.

Questi limiti mostrano l’impostazione del bando. La Regione non intende finanziare soltanto spettacoli o singoli eventi. Il cuore della misura è la costruzione di percorsi turistici integrati.

I criteri di valutazione

Le proposte saranno valutate da una Commissione nominata nell’ambito della Direzione Generale Politiche Culturali e Turismo. Il punteggio massimo è pari a 100 punti.

La coerenza del progetto vale fino a 25 punti. Questo criterio riguarda la rispondenza alle finalità dell’Avviso, la coerenza interna e le attività di promozione e comunicazione.

La qualità tecnica e funzionale vale fino a 35 punti. È il criterio più pesante. Comprende la qualità e creatività dell’idea progettuale, il coinvolgimento esperienziale, l’infrastrutturazione di un itinerario capace di fidelizzare il turista e la destagionalizzazione dei flussi.

La promozione e valorizzazione del territorio vale fino a 10 punti. La messa in rete dei percorsi vale fino a 20 punti. La compartecipazione finanziaria vale fino a 10 punti.

Il peso del partenariato

Il partenariato tra Comuni contigui è uno degli elementi valutati. Un partenariato da due a cinque Comuni ottiene 5 punti. Un partenariato di sei Comuni o più ottiene 10 punti.

Questo dato non deve essere letto solo in termini numerici. Un partenariato più ampio può ottenere più punti, ma deve restare coerente con la proposta progettuale.

Il rischio da evitare è costruire aggregazioni troppo estese e poco leggibili. Il partenariato deve rafforzare il progetto, non indebolirne la coerenza.

Dopo la graduatoria

La Commissione redigerà la graduatoria delle istanze ammissibili a finanziamento. In caso di pari merito, avranno priorità le proposte con maggiore punteggio sulla compartecipazione finanziaria. In seconda battuta conterà il punteggio sulla qualità tecnica e funzionale.

L’approvazione della graduatoria avverrà con Decreto Dirigenziale della Direzione Generale Politiche Culturali e Turismo. Il finanziamento sarà concesso fino a concorrenza delle risorse disponibili.

Per i progetti collocati in posizione utile sarà richiesta ulteriore documentazione ai fini dell’ammissione a finanziamento.

Il progetto esecutivo

I Comuni ammessi dovranno presentare il progetto esecutivo. Questo documento dovrà essere redatto utilizzando il medesimo format della proposta progettuale.

Il progetto esecutivo deve contenere tutti gli elementi della proposta selezionata. Deve inoltre riportare il piano finanziario, con la composizione delle entrate e delle uscite.

Sono ammesse solo modeste variazioni alle singole voci di spesa, dovute al maggior dettaglio del quadro economico. Il progetto esecutivo non può discostarsi in modo sostanziale dalla proposta ammessa.

Spese ammissibili e realizzazione

Le spese potranno risultare ammissibili a partire dal 1° giugno 2026. Non sono invece ammissibili le spese sostenute per la redazione del progetto esecutivo.

L’iniziativa dovrà essere realizzata nel periodo giugno 2026 – maggio 2027. Eventuali variazioni al progetto esecutivo saranno possibili solo in presenza di questioni sopravvenute e dovranno essere motivate.

La Regione potrà procedere alla revoca del finanziamento in caso di gravi irregolarità o frodi. Potrà inoltre recuperare le somme eventualmente erogate in modo indebito.

Una misura che spinge alla collaborazione

Il bando “Le stagioni della Campania” è significativo perché spinge i territori a lavorare insieme. La logica non è quella del singolo Comune che promuove il proprio evento. La logica è quella del percorso turistico condiviso.

Questo approccio può aiutare i territori campani a costruire proposte più solide, più riconoscibili e più attrattive. Può inoltre favorire forme di cooperazione pubblico-privato e preparare percorsi coerenti con il modello DMO.

La misura richiede però capacità progettuale. Servono partenariati credibili, idee chiare, coerenza interna, comunicazione efficace e gestione amministrativa rigorosa.

Perché leggere bene il bando

Il bando offre una possibilità concreta, ma non è un finanziamento automatico. Ogni proposta sarà valutata sulla base di criteri precisi.

I Comuni interessati devono quindi leggere con attenzione l’Avviso e costruire progetti realmente coerenti con le finalità regionali. Non basta proporre un programma di eventi. Serve un percorso turistico capace di unire territori, identità, servizi e operatori.

Le stagioni della Campania da giugno 2026 a maggio 2027” può diventare uno strumento utile per rafforzare il turismo regionale. Il suo valore dipenderà però dalla qualità delle proposte e dalla capacità dei territori di trasformare il finanziamento in un progetto duraturo.

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