Oggi: 02 Set, 2026
Bruno Mingione Recale
Bruno Mingione Recale

RECALE – Il presidente del consiglio lascia la maggioranza: “La politica deve rimettere al centro le istituzioni, non le convenienze”

4 mesi fa

0:00

Bruno Mingione, presidente del consiglio comunale di Recale, ha ufficializzato ieri sera la propria uscita dalla maggioranza, dichiarandosi consigliere indipendente. Lo ha fatto durante la seduta del consiglio comunale, rivolgendosi direttamente al sindaco Raffaele Porfidia e ai colleghi con una dichiarazione che non lascia spazio a interpretazioni: “La mia volontà nasce per restituire piena coerenza al mio percorso istituzionale e politico. Un passaggio necessario nel momento in cui ritengo non più sufficiente una collocazione politica che finisce per limitare quella libertà di valutazione e quella autonomia di giudizio che considero essenziali nell’esercizio del mandato elettivo. Chi siede in quest’aula rappresenta innanzitutto i cittadini, non appartenenze rigide, non dinamiche interne, non equilibri costruiti lontano dai problemi reali della comunità.” Mingione ha poi chiarito come intende muoversi da ora in avanti: “La mia sarà una posizione libera, ma non neutrale. Autonoma, ma non distante. Continuerò a valutare ogni proposta amministrativa nel merito, sostenendo ciò che riterrò utile per la città e contrastando, con serietà e responsabilità, ciò che riterrò non coerente con il bene della comunità. La politica deve rimettere al centro le istituzioni e non le convenienze.” Rivolgendosi infine ai cittadini ha aggiunto: “Il mio impegno non cambia. Cambiano soltanto le condizioni con cui continuerò a portarlo avanti: con maggiore autonomia, con maggiore libertà e con la responsabilità piena di rispondere solo alla mia coscienza e alla città.” La rottura affonda le radici in uno scontro maturato nei mesi scorsi, esploso in modo definitivo a fine marzo, quando la maggioranza approvò una variazione di bilancio in una seduta la cui legittimità fu subito contestata. Il sindaco aveva convocato il Consiglio in una data diversa da quella fissata da Mingione, di fatto scavalcandolo. Il presidente disertò l’aula e investì della questione la Prefettura di Caserta, definendo la condotta di Porfidia un “improprio esercizio del potere sostitutivo e un’indebita interferenza”, rivendicando che “la convocazione dell’assemblea è competenza esclusiva del presidente.” Quello strappo istituzionale si è trasformato ieri sera in una separazione politica ufficiale.

Pubblicità

Pubblicità

Pubblicità

Pubblicità

Pubblicità

Pubblicità

Pubblicità

Testata del gruppo:

panorama editori