
Oggi, in occasione della Festa della Mamma, ho voluto pubblicare questa mia poesia dedicata a mia madre Angela, per dare voce a quelle parole non dette che restano nel cuore e che il tempo rende ancora più vere.
A mia madre Angela.
Ci sono parole
che restano dentro per anni,
non perché manchi l’amore,
ma perché si pensa sempre
che ci sarà un altro momento,
un’altra sera,
un’altra occasione.

E invece il tempo passa,
silenzioso e severo,
e lascia nel cuore
tutto ciò che avremmo dovuto dire.
Avrei dovuto dirti più spesso
mamma, quanto ti voglio bene,
senza aspettare un motivo,
senza vergogna,
senza pensare che tu già lo sapessi.
Avrei dovuto dirtelo
quando preparavi ogni cosa
con quella cura che sembrava normale,
quando ti preoccupavi per me
anche se dicevo di non averne bisogno,
quando mi guardavi in silenzio
e capivi prima ancora che parlassi.
Avrei dovuto dirti grazie
per le rinunce che non raccontavi,
per la stanchezza nascosta dietro un sorriso,
per le mani sempre pronte
a dare, a sistemare, a proteggere.
Avrei dovuto dirti perdonami
per le parole dure,
per le risposte date in fretta,
per le volte in cui sono uscito
senza voltarmi,
convinto che il tuo amore
fosse una casa sempre aperta.
Adesso penso
a tutte le parole non dette,
a quelle semplici,
a quelle più vere,
a quelle che non avevano bisogno
di essere perfette.
Mamma, quanto ti voglio bene.
E quanto avrei voluto dirtelo
una volta di più,
con la voce,
con gli occhi,
con il tempo che non ho saputo fermare.
Ora queste parole
non restano più chiuse nel cuore.
Le affido al cielo,
al ricordo,
alla parte di me
che ancora ti cerca.
Perché l’amore non detto
non è amore perduto.
È amore che arriva tardi,
ma continua a chiamarti
con il nome più dolce.
Mamma,
quanto ti voglio bene.
Tuo Oliviero



