A mesi dalle elezioni del nuovo Consiglio provinciale di Caserta, c’è una casella che continua a restare ostinatamente vuota, quella della vice presidenza. Deleghe ferme, accordi in sospeso e un silenzio istituzionale che comincia a pesare. Nel centrodestra qualcosa non torna, e il nodo si chiama Fratelli d’Italia. Il partito della Meloni a Caserta ha un presidente provinciale di tutto rispetto: Girolamo Cangiano, detto Gimmy, che siede comodamente nei banchi del Parlamento romano. Un incarico di peso, certo, ma che sembrerebbe aver lasciato poco spazio per battere i pugni sul tavolo locale. Perché mentre lui guarda da Roma, la vice presidenza della Provincia rischia di scivolare nelle mani altrui senza che FdI riesca a rivendicare nulla di concreto. Gli accordi pre-elettorali erano chiari, o almeno sembravano esserlo, la carica sarebbe dovuta andare al primo degli eletti, ruolo che spetterebbe al sindaco di Maddaloni Andrea De Filippo. Fin qui tutto lineare, se non fosse per un piccolo particolare: De Filippo non è una creatura politica di Cangiano. Il sindaco di Maddaloni è espressione di Enzo Sant’Angelo, consigliere regionale e lui stesso new entry nel mondo meloniano, quindi fuori dalla cerchia del deputato casertano. Un eletto di FdI che FdI, nella sua anima locale, fatica a riconoscere come proprio. Ed è proprio in questo cortocircuito interno che si insinua Forza Italia. I rumors insistenti parlano di Emilio Nuzzo, sindaco di San Felice a Cancello e uomo degli azzurri, come papabile vice presidente. Se così fosse, il quadro sarebbe eloquente, presidenza e vice presidenza entrambe in quota Forza Italia, con Fratelli d’Italia a guardare dall’esterno una partita che avrebbe potuto giocare e che invece sembra aver già perso per manifesta inerzia. La domanda che circola nei corridoi è una sola: perché Cangiano non si batte per evitarlo? La risposta, per ora, è affidata al silenzio. E il silenzio, in politica, ha sempre un peso specifico molto preciso.
Sonnet 4.6

