Si sarebbe finto un carabiniere per tentare di truffare una donna, prospettandole la possibilità di evitare conseguenze giudiziarie in cambio di denaro. È quanto contestato, allo stato degli atti e nel rispetto della presunzione di innocenza, a un uomo di 30 anni, residente a Volla, che i carabinieri della Stazione di Cellole hanno deferito in stato di libertà all’Autorità giudiziaria per il reato di tentata truffa. Secondo la ricostruzione dei militari, l’uomo avrebbe contattato telefonicamente una donna classe 1972, residente a Cellole, qualificandosi falsamente come carabiniere. Nel corso della conversazione le avrebbe riferito che a suo carico risultavano diverse denunce, sostenendo che queste avrebbero potuto essere ritirate mediante il pagamento di una somma di denaro non meglio precisata, annunciandole poi che si sarebbe recato direttamente presso la sua abitazione. La donna, insospettita dall’insolita richiesta, ha scelto invece di rivolgersi immediatamente ai veri carabinieri, consentendo ai militari della Stazione di Cellole di intervenire tempestivamente. I militari hanno raggiunto l’abitazione e identificato il sospettato all’esterno dello stabile. Nel corso degli accertamenti è stata sottoposta a sequestro una Fiat 600 nella disponibilità dell’uomo, risultata noleggiata presso una società con sede a Cercola, oltre a due telefoni cellulari e una radio ricetrasmittente portatile. Al termine delle attività, il soggetto è stato deferito all’Autorità giudiziaria competente. L’episodio riporta l’attenzione sul fenomeno delle truffe e dei tentativi di raggiro ai danni di persone vulnerabili, spesso realizzati facendo leva sulla paura e sulla falsa autorità di appartenenti alle Forze dell’ordine. In particolare, i carabinieri ricordano che nessun militare dell’Arma richiede denaro per ritirare denunce, evitare arresti o risolvere procedimenti giudiziari. In presenza di richieste di questo tipo, il consiglio è di non consegnare denaro né beni personali, non seguire le indicazioni dello sconosciuto e contattare immediatamente le Forze dell’ordine, fornendo ogni elemento utile per un tempestivo intervento. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata con sentenza definitiva, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.

CELLOLE – Finto carabiniere tenta di truffare un’anziana, denunciato grazie alla prontezza della donna
0:00
