di Oliviero Casale, componente Gruppo Valle del Garigliano
La Regione Campania ha pubblicato il Bando giovani agricoltori Campania 2026, una misura che può rappresentare un’opportunità concreta anche per il territorio della Valle del Garigliano. Con il Decreto dirigenziale n. 256 del 3 luglio 2026 è stato approvato il bando SRE01 – Insediamento giovani agricoltori, previsto dal Piano Strategico Nazionale della PAC 2023-2027 e dal Complemento regionale di Sviluppo Rurale della Campania. La misura dispone di una dotazione finanziaria pari a 30 milioni di euro e prevede un sostegno per i giovani che intendono insediarsi per la prima volta come capo azienda agricola.
Nello stesso comunicato la Regione Campania ha segnalato anche l’approvazione, con Decreto dirigenziale n. 257 del 3 luglio 2026, del bando SRD03 – Investimenti nelle aziende agricole per la diversificazione in attività non agricole, Azione C, Attività educative/didattiche. Per entrambi i bandi, le domande di sostegno potranno essere rilasciate telematicamente sul portale SIAN a partire dal 6 luglio 2026 e fino alle ore 14:00 del 15 settembre 2026.
Perché il bando interessa il territorio della Valle del Garigliano
Per i giovani del territorio della Valle del Garigliano che guardano all’agricoltura come a una possibilità concreta di lavoro, impresa e presidio del territorio, il bando SRE01 merita attenzione. La misura non riguarda genericamente ogni attività agricola, ma è pensata per sostenere il primo insediamento di giovani agricoltori che assumono la responsabilità effettiva di un’azienda agricola e presentano un Piano Aziendale per lo sviluppo dell’attività.
Il riferimento alla Valle del Garigliano va letto in modo corretto. Il bando è della Regione Campania e il premio è riconosciuto per insediamenti localizzati sull’intero territorio regionale. Ai fini della misura, l’insediamento si considera localizzato nel territorio regionale quando la sede aziendale del soggetto proponente e la quota prevalente della superficie agricola utilizzata, come risultanti dal Fascicolo aziendale validato e, ove pertinente, dal Registro Imprese, ricadono nel territorio della Regione Campania.
Questa precisazione è importante perché consente di parlare al territorio senza creare ambiguità. L’opportunità interessa i giovani della Valle del Garigliano che intendono realizzare il proprio insediamento agricolo nel perimetro previsto dal bando regionale, valorizzando terreni, aziende, competenze familiari, produzioni locali e nuove idee imprenditoriali legate all’agricoltura.
Sostegni fino a 50.000 euro per il primo insediamento
Il bando SRE01 prevede un premio forfettario di primo insediamento. Nel linguaggio divulgativo si può parlare di sostegno, ma tecnicamente il bando utilizza la formula del premio forfettario. L’importo è pari a 45.000 euro per gli insediamenti ricadenti nelle macroaree A e B e a 50.000 euro per gli insediamenti ricadenti nelle macroaree C e D. La macroarea viene determinata in base alla localizzazione della quota prevalente della SAU aziendale risultante dal Fascicolo aziendale validato collegato alla Domanda di Sostegno.
Il premio non è collegato alla rendicontazione analitica delle singole spese sostenute, perché ha natura forfettaria. Questo non significa però che la domanda possa essere presentata senza un progetto solido. Il sostegno è collegato alla realizzazione del Piano Aziendale, che deve descrivere la situazione di partenza, l’idea imprenditoriale, le tappe di attuazione, gli obiettivi e i risultati attesi.
Chi può presentare domanda
Possono presentare domanda i giovani agricoltori che abbiano compiuto 18 anni e non abbiano ancora compiuto 41 anni alla data di rilascio della Domanda di Sostegno. Il giovane deve insediarsi, oppure essersi insediato nei ventiquattro mesi antecedenti il rilascio della domanda, per la prima volta in un’azienda agricola in qualità di capo azienda.
La domanda può essere presentata sia da chi si insedia come titolare di un’impresa individuale sia da chi assume il ruolo di rappresentante legale di una società agricola, comprese società di persone, società di capitali e cooperative. Nel caso delle società, il bando richiede che il giovane agricoltore eserciti un controllo effettivo e duraturo sull’impresa, partecipando realmente alle decisioni di gestione, agli utili e ai rischi finanziari. Non è quindi sufficiente una presenza solo formale nella compagine societaria.
Questo passaggio è particolarmente rilevante per le famiglie agricole e per le aziende del territorio che intendono favorire il ricambio generazionale. Il bando può accompagnare il passaggio verso nuove generazioni, ma richiede che il giovane sia davvero il soggetto che guida l’azienda, con una responsabilità gestionale effettiva e verificabile.
Requisiti da verificare prima della domanda
Prima di presentare domanda è necessario verificare con attenzione i requisiti di ammissibilità. Il richiedente deve avere costituito e aggiornato il Fascicolo aziendale, dal quale devono risultare il piano di coltivazione e, se pertinente, la consistenza zootecnica nella banca dati dell’Organismo Pagatore AGEA. Il Fascicolo aziendale è quindi uno degli elementi centrali della candidatura.
Un altro requisito importante riguarda la dimensione economica dell’azienda. Il bando richiede che il giovane conduca un’azienda agricola con una dimensione economica, espressa in Produzione Standard, non inferiore a 12.000 euro e non superiore a 300.000 euro. La Produzione Standard viene calcolata sulla base dei dati relativi alle superfici coltivate e alla consistenza zootecnica presenti nel Fascicolo aziendale validato.
È richiesta anche un’adeguata formazione e competenza professionale. Il requisito può essere soddisfatto attraverso un titolo universitario a indirizzo agricolo, forestale, alimentare, ambientale, veterinario o in scienze naturali; attraverso un titolo di scuola secondaria di secondo grado a indirizzo agricolo; oppure, nei casi previsti, attraverso un titolo non agricolo o di primo grado integrato da corsi di formazione per almeno 150 ore, con superamento dell’esame finale, o attraverso esperienza lavorativa triennale nel settore agricolo documentata secondo quanto previsto dal bando.
Terreni, affitti e disponibilità degli immobili
Il possesso o la disponibilità dei beni immobili aziendali deve risultare dal Fascicolo aziendale, che deve essere costituito, aggiornato e validato alla data di rilascio della Domanda di Sostegno. Ai fini del bando, la disponibilità dei terreni e degli immobili può essere dimostrata attraverso un titolo di proprietà, un altro diritto reale di godimento, con esclusione del comodato d’uso, oppure attraverso un contratto di affitto. Nei casi previsti, sono considerate ammissibili anche le forme di concessione dei beni confiscati alle mafie.
Nel caso di terreni condotti in affitto, il contratto deve avere una durata di almeno otto anni a partire dalla data di apertura del bando e deve risultare valido, efficace, registrato e inserito nel Fascicolo aziendale alla data di rilascio della Domanda di Sostegno. Solo le superfici coperte da titoli di conduzione validi, efficaci e registrati nel Fascicolo aziendale sono considerate ai fini del calcolo della Produzione Standard.
Attenzione alle situazioni non ammissibili
Il bando dedica particolare attenzione alla prevenzione di comportamenti elusivi. Non è ammissibile l’insediamento in un’azienda agricola che derivi da frazionamenti familiari o da suddivisioni societarie non consentite, secondo le condizioni indicate nel testo ufficiale. La misura esclude anche chi abbia già beneficiato, direttamente o indirettamente, di un premio di primo insediamento in precedenti programmazioni.
Questo aspetto è molto importante in un territorio in cui molte aziende agricole hanno una storia familiare. La riorganizzazione di un’azienda, il subentro, l’affitto di terreni o il passaggio generazionale devono essere valutati con attenzione, perché la Regione verificherà la sostanza dell’operazione e non soltanto la sua forma giuridica.
Come viene formata la graduatoria
Le domande ammissibili saranno valutate sulla base di criteri di selezione con un punteggio massimo di 100 punti. I criteri riguardano il titolo di studio, l’ubicazione aziendale, il genere del capo azienda e la dimensione economica dell’azienda espressa in Produzione Standard. La soglia minima per entrare in graduatoria è pari a 25 punti.
Il peso maggiore è attribuito alla dimensione economica dell’azienda, che può incidere fino a 55 punti. Il bando assegna il punteggio più alto alle aziende con Produzione Standard compresa tra 40.000 e 100.000 euro. Questo dato segnala che la misura intende sostenere aziende con una base economica significativa, ma non necessariamente già molto grandi.
In caso di parità di punteggio, il bando prevede un ordine di preferenza basato sulla minore età anagrafica del richiedente alla data di rilascio della domanda. Se la dotazione finanziaria non sarà sufficiente a coprire tutte le richieste, saranno individuate le domande immediatamente finanziabili secondo le regole previste dalla graduatoria e dal punteggio soglia.
Il Piano Aziendale è il cuore della domanda
Il Piano Aziendale non deve essere considerato un semplice allegato formale. È il documento attraverso il quale il giovane agricoltore descrive il progetto di insediamento, la situazione di partenza, gli obiettivi, le tappe essenziali, i tempi di attuazione e i risultati che intende raggiungere.
Il bando chiede di evidenziare anche gli aspetti legati alla sostenibilità economica e ambientale, all’utilizzo delle tecnologie digitali e ai mercati di riferimento. Questo rende la misura particolarmente interessante per chi intende costruire un’impresa agricola capace di unire tradizione e innovazione, valorizzando produzioni locali, qualità, filiere corte, gestione più efficiente e nuove modalità di rapporto con il mercato.
Per la Valle del Garigliano, questo può significare dare continuità a terreni agricoli oggi sottoutilizzati, rafforzare aziende familiari, valorizzare colture locali, sviluppare nuove competenze imprenditoriali e costruire progetti agricoli in grado di generare reddito e presidio territoriale.
Come presentare la domanda
Le domande di sostegno devono essere rilasciate telematicamente tramite il portale SIAN dal 6 luglio 2026 fino alle ore 14:00 del 15 settembre 2026. Il bando prevede la possibilità di presentare la domanda tramite un Centro di Assistenza Agricola accreditato dall’Organismo Pagatore AGEA, tramite un libero professionista delegato e accreditato alla fruizione dei servizi regionali, oppure direttamente come utente qualificato.
La Relazione Tecnica, comprensiva del Piano Aziendale e dei dati necessari alla determinazione della Produzione Standard, deve essere predisposta e trasmessa attraverso l’applicativo informatico SIARC. La relazione costituisce parte integrante della domanda rilasciata sul SIAN e serve a raccogliere in forma digitale le informazioni necessarie alla verifica dei requisiti, all’attribuzione dei punteggi, al calcolo della Produzione Standard e all’acquisizione delle dichiarazioni previste.
Il termine del 15 settembre 2026 non deve far pensare che ci sia molto tempo. Una domanda corretta richiede controlli preliminari, aggiornamento del Fascicolo aziendale, verifica dei titoli di disponibilità dei terreni, firma digitale, calcolo della Produzione Standard, redazione della Relazione Tecnica e definizione di un Piano Aziendale coerente.
Anche il bando sulle fattorie didattiche può interessare il territorio
Accanto al bando SRE01, la Regione Campania ha approvato anche il bando SRD03 – Azione C, dedicato agli investimenti nelle aziende agricole per la diversificazione in attività educative e didattiche. Si tratta di una misura diversa dal primo insediamento giovani, rivolta agli imprenditori agricoli singoli o associati ai sensi dell’articolo 2135 del Codice civile, con esclusione degli imprenditori che esercitano esclusivamente attività di selvicoltura e acquacoltura, già iscritti all’Albo regionale delle fattorie didattiche, sezione A.
Il bando SRD03 ha una dotazione finanziaria di 1.443.600 euro, prevede una spesa ammissibile compresa tra 15.000 e 150.000 euro, un contributo massimo di 90.000 euro e un’aliquota di sostegno pari al 60% della spesa ammissibile. Questa misura può interessare le aziende agricole del territorio che intendono rafforzare attività educative, didattiche e di valorizzazione del mondo rurale, soprattutto dove esistono già esperienze di fattoria didattica o percorsi legati alla conoscenza dell’agricoltura, dell’ambiente e delle produzioni locali.
Una misura da leggere come investimento sul futuro rurale
Il Bando giovani agricoltori Campania 2026 non va letto soltanto come un contributo economico. È uno strumento che può favorire ricambio generazionale, nuova imprenditorialità agricola e maggiore presidio delle aree rurali. In un territorio come la Valle del Garigliano, dove agricoltura, paesaggio, memoria rurale e filiere locali continuano ad avere un ruolo centrale, il primo insediamento di giovani agricoltori può contribuire a costruire nuove opportunità di lavoro e sviluppo.
Il sostegno fino a 50.000 euro può essere una leva importante, ma non sostituisce la necessità di un progetto credibile. Chi intende partecipare deve partire da una verifica rigorosa dei requisiti, della localizzazione dell’insediamento, della situazione del Fascicolo aziendale, della disponibilità dei terreni, della formazione richiesta e della coerenza del Piano Aziendale.
Per i giovani del territorio della Valle del Garigliano che vogliono investire in agricoltura, la finestra temporale aperta dalla Regione Campania rappresenta quindi un’occasione da valutare subito, senza attendere gli ultimi giorni. La qualità della domanda, la correttezza dei documenti e la solidità del progetto possono fare la differenza.
Per la verifica dei requisiti, delle modalità di presentazione della domanda e di ogni condizione di ammissibilità, è comunque importante fare riferimento al testo ufficiale dei bandi disponibile sul sito della Regione Campania.
Fonte: https://agricoltura.regione.campania.it/comunicati/comunicato_03-07-26.html

